Sanyas, il rischio più grande.

Intervista di Chandrika a Veeresh, per Osho Times, aprile 2008

Veeresh significa “estasi oltre la paura” e, nella sua vita, ha fatto molti passi per andare oltre la sua paura. In questo dialogo con Chandrika, Veeresh spiega che andare oltre alla paura implica prendere dei rischi e che, prendendo qualche rischio, è riuscito ad essere ciò che è, e tuttora segue questa strada nella sua quotidianità.

Veeresh, cosa significa il rischio per te?

Mi vengono in mente molte parole: sfida, salto, brivido, pericolo, osare. Questo significato di rischio è associato col mettere la vita in pericolo, come negli sport estremi. Se scali l’Himalaya rischi la tua vita. C’è anche un altro aspetto importante ed è il rischio che deriva da una posizione di amore. Una cosa è dire di sì, un’altra è trattenere il respiro. Chiedere un appuntamento a qualcuno che ti piace veramente è abbastanza un rischio, perché potrebbe rispondere di sì ma anche di no e potresti essere respinto.

Ogni volta che sono con la mia amata e sento la mia anima, il mio cuore, i miei genitali, il mio corpo esplodere e arrendersi c’è una piccola voce che dice: “Attento Veeresh, potrebbe lasciarti!”. Questa sorta di vecchio nastro gira nella mia testa e l’arrendermi e andare oltre questa paura mi capita ogni volta che faccio l’amore. Sto saltando e sento una voce: “Stai attento” e la lascio andare.

Il rischio è una sfida, è l’energia di andare avanti. Nessun rischio, nessuna vittoria! Tu esci da una zona sicura, non sai e il risultato è imprevedibile!

Quale è stato il  rischio più grande che hai corso nella tua vita?

Ho preso molti rischi che stavano mettendo in pericolo la mia vita. Quando guardo a tutto ciò che ho fatto e a tutto ciò che mi è successo, tutta la follia nella mia vita, il più grande rischio che ho corso è stato quello di vivere nella consapevolezza piuttosto che reagire contro l’esistenza.

Devo guardare e capire cosa voglio dalla mia vita. Non posso ignorare la mia realtà. Quando divento consapevole di qualcosa e non mi piace, devo cambiarlo. Questo è quello che considero il mio più grande rischio nella vita. Decidere di vivere con consapevolezza, e Osho me l’ha mostrato.

Quindi il rischio significa anche impegno?

Se decidi di scalare l’Himalaya e sei consapevole di tutti i pericoli connessi, bisognerà che tu ci metta impegno altrimenti fallirai. E’ meglio se ti prepari e ti focalizzi totalmente, ci metti tutto ciò che hai, altrimenti dai la tua vita per scontata.

E’ un impegno andare incontro a qualcuno e chiedergli un appuntamento ed essere sinceri con se stessi dicendo:”Hey, questo è quello che mi piacerebbe” e verificarlo invece che nasconderlo. Si, è un impegno essere onesti con se stessi. Quando rischi è una dichiarazione di chi sei e di dove stai andando con la tua vita. Chandrika, tu lo vedi come un impegno?

Se prendi il rischio di vivere la tua vita con consapevolezza tu prendi un impegno con te stesso di guardarti dentro. E credo che questo sia essere Sanyasin.

Si, rischiare di essere te stesso, di scoprirti e poi di impegnarti a muoverti da questa posizione.

Poi puoi creare la tua vita nella maniera più bella possibile.

Diventare Sanyasin è stato il rischio più grande.

Penso che finchè Osho era ancora con noi ci muovevamo sotto la sua guida. Da quando ha lasciato il suo corpo siamo lasciati a noi stessi. E adesso, che cosa stiamo creando?

Stiamo scoprendo il master dentro noi stessi e stiamo illuminando tutto il mondo con amore. Questo è un grande rischio, molte persone non sono pronte per questo.

Qual è la differenza tra rischio, paura e saltare nell’ignoto?

Guardo alle paure che le persone esprimono nei gruppi. Non è realmente una paura esistenziale. Non è la paura del qui e ora. Una persona è morsa da un cane quand’era piccola e ogni volta che vede un cane ne ha paura. Questa paura è associata col passato.

Il fattore rischio è nel qui e ora. Tu puoi avere paura per un paio d’anni se di fare un salto, ma il qui e ora è quando il rischio accade. E questa è la grossa differenza. Tu potresti aver paura di farlo, non tutti i cani ti morderanno ma potresti rischiare e cominciare ad accarezzare un cane e poi realizzare che va bene. Tu sei andato oltre la sfida, il dubbio. Tu hai scoperto qualcosa di più profondo del rischio reale ed è il salto nell’ignoto. Colombo rischiò di cadere fuori dal limite della terra. Aveva paura di ciò che non conosceva e ha finito per scoprire il nuovo mondo.

C’è sempre una paura connessa quando tu rischi qualcosa?

Si, se tu esci dalla tua zona comoda dove tutto è controllato – dove accade solo ciò che tu vuoi – e di colpo ne sei fuori…è il cambiamento, osare, ti scuote. Il rischio implica la paura, paura del rifiuto, paura di non riuscire, paura di abbattersi. Parlo di rischi principalmente legati alla relazione con le persone. Ce ne sono altri, ma in questo momento parlo di quelli citati.

Se tu diventi consapevole di non essere felice di ciò che stai facendo e di come stai vivendo, è un grosso rischio il cambiarlo. Non sarà comodo, per dirla semplicemente. Può volerci molto lavoro. Ma fare ciò che vuoi fare in questa vita è un vero rischio.

Tu lavori con persone diverse. Cosa vedi come il loro maggior rischio?

Lavorare con me è un buon inizio, perché mi aspetto che loro rischino e guardino alle loro paure, alla loro rabbia, al loro dolore e al loro bisogno di amore. Voglio che loro lo vedano così che questo non diventi un handicap nel futuro. Ed è una sfida!

Se sei nei gruppi che tengo, qualsiasi area che non stai facendo bene voglio che la migliori, che eccelli e che la cambi.

Così, se hai una paura, voglio che tu la guardi. Se tu hai dolore voglio che tu lo esprima. Se tu hai rabbia voglio che tu la lasci andare. Quindi è abbastanza rischioso venire a lavorare con me. Ti sfiderò a guardare a tutto.

Immagino che sia questo il motivo per cui molte persone vengono a Humaniversity, perché vogliono cambiare.

Niente cazzate, niente frottole o giri di parole, parla diretto e facciamo qualcosa rispetto a questo adesso! E’ un buon approccio, mi piace.

E dai loro anche molte attenzioni!

Si, altrimenti non funziona. Rinforzo costantemente il fatto che si sentano amabili, questo è l’equilibrio, loro non sono un problema!.

E tu li forzi a tornare su se stessi o dentro di se?

So che hanno l’energia, la stanno solo contenendo, così li spingo. Questo è il mio lavoro –farli andare oltre la loro paura e le loro limitazioni autoimposte, la loro zona comoda, così che possano scoprire il loro potenziale d’amore.

Qual è la differenza tra il sentirsi bene e appagati e la zona comoda. Se tu rischi veramente, fai ciò che vuoi e ottieni il tuo appagamento, questo è comodo ugualmente, come risultato?

Uno è basato sull’insicurezza e l’altro sull’evoluzione, lo sviluppo, l’esplorazione. Questo è quello che la vita è per me. Tu stai guardando ogni giorno nello specchio e dicendo: “Chi sono oggi? Dove sto andando?”. L’altra via è preparare tutto così da sentirsi al sicuro- hai la tua relazione, il tuo lavoro, tutto funziona e ad un certo punto realizzi che la tua vita non è eccitante. Tu hai avuto tutto! Ma questa zona sicura non è troppo comoda, è noiosa, cupa e grigia.

Vedi una differenza in come donne e uomini prendono rischi?

Storicamente i sessi sono stati condizionati nei rischi da correre. Ci si aspetta che gli uomini vadano in guerra e si uccidano a vicenda. Le donne invece devono stare a casa, fare bambini ed essere fedeli. Tu guardi alla storia, è la storia di lui, non di lei. E la storia di lei necessita di essere raccontata, e penso che stia iniziando a succedere. Sta venendo fuori negli stati mussulmani; le donne stanno parlando, stanno dicendo, “Basta abusi!” e stanno correndo un grosso rischio, il rischio della morte solamente per aver detto di non essere contente della loro vita.

Immagino che uno dei rischi sia anche quello di arrendersi e lasciarsi andare.

Il più grande rischio nei gruppi è accettare che alla fine, dopo tutte le catarsi e il lavoro attraverso i problemi, sono una persona adorabile. E’ così semplice tornare al passato e a tutti i giri mentali. Prendere la responsabilità è già una posizione. Dire che sono amabile, che non c’è niente di sbagliato in me. Sono ok. Questo è quello che intendevo quando ho detto prima che  diventare consapevole è il rischio maggiore. “Wow, ogni volta che apro il mio cuore è eccitante e pauroso vedere cosa accade”. Potrei essere respinto, potrei essere ferito, ogni tipo di paranoia si affaccia nel mio cervello. E la sfida è andare oltre. La vita è prendere rischi di cui ne vale la pena.

Grazie Veeresh.

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