Tantra: L’Esperienza di Armando

Ciao  Leela: Che bello il Tantra. …. e che cambiamento in pochi mesi….!

E’ così strano….. si arriva a te per caso, alla ricerca di qualcosa di indefinito si cerca in internet.

Si parla con te e la cosa si fa intrigante ed affascinante. La tua voce convince, accoglie, rassicura e motiva. Ma quando inizia il corso non si ha idea di cosa ci si aspetta, ed è un continuo sorprendersi.

Ci stupisci con la musica, la meditazione, il movimento e soprattutto il contatto fisico pulito e disinteressato a cui tanto poco siamo abituati.

….. e si cresce, e si impara, e si esplora, ci si scopre e si ha voglia di andare sempre più in profondità nella conoscenza del nostro universo di pensieri, emozioni, desideri.

Anche questo corso sta per terminare, e dopo 6 mesi di lavoro mi riscopro diverso. Più maturo, più consapevole, più attento e accogliente ai miei bisogni ed ai bisogni degli altri.

E’ maturato e migliorato anche l’approccio con i miei clienti e la qualità del mio lavoro di massaggiatore e naturopata. Già molto cammino avevo fatto grazie alla mia formazione professionale, ma il tantra mancava. Anche perchè nulla ti prepara e ed è in grado di colmare i vuoti affettivi che la personalità accumula nel tempo come riesce a fare il tantra.

Grazie mille Leela. Spero che nel nostro percorso anche noi “tuoi allievi”, siamo riusciti a darti in parte ciò che tu hai saputo dare a noi…

Un abbraccio Armando

Armando Migliolaro www.milanomassaggi.info

 

 

MASSAGGIO  OSHO  REBALANCING : L’ESPERIENZA DI STELLA

Mi stiracchio, stile gatto, sentendo una piacevole leggerezza alla shiena ed al collo.

Che meraviglia, finalmente sentire il mio corpo più sciolto, e pensare che di trattamenti e di tecniche ne ho provate, ma, ad un certo punto tutti gli operatori “gettavano la spugna”.

Sei troppo contratta… poi ci sono le ossa…poi quel collo….

E pensare che pratico la meditazione, muovo il mio corpo, ma ci sono delle contratture profonde, che resistono. Ne parlo con un’amica. Sono stanca di girare massaggiatori vari! Le mi sorride. In effetti ho subito notato il suo stato di benessere. Mi parla di Leela e del suo lavoro. Non aspetto oltre, il giorno stesso le mando una mail per fissare un massaggio.

Gentile, professionale, mi fa accomodare nella stanza del trattamento. La musica rilassante mi accompagna mentre mi cambio. Leela mi ha accolto, ha messo su il Cd e mi ha dato il tempo per cambiarmi. Lo apprezzo, sono timida ed ho sempre un certo imbarazzo nel prendere un massaggio. Mi chiede come mi sento e quali parti del mio corpo percepisco maggiormente contratte. Mi ascolta con attenzione, mi rendo conto che non la fa per posa professionale, come abitudine, come ho visto fare molte volte, ascolta davvero, con un leggero sorriso.

Mi sdraio e comincia il massaggio. Sento subito che il mio corpo è goloso di questi gesti, che non solo rilassano la muscolatura ma aiutano anche la mia schiena ed il mio collo. Il tempo del trattamento passa veloce, eppure è passata un’ora, ma è tale il benessere percepito, che mi dispiace sia passata così veloce. Fisso altri trattamenti, e nell’avanzare del percorso, il mio corpo non solo si rilassa, ma incomincia a fidarsi della professionalità di Leela. Non è un qualcosa a cui penso, è una consapevolezza, che mi comunica il mio corpo, il collo si lascia muovere e decontrarre, lo stesso la schiena. In passato, massaggiatori con poca esperienza, mi avevano fatto più danno che bene. Il punto è che la gentilezza e la buona predisposizione, quando si lavora con la salute della gente, non basta! Mi dispiaceva ammetterlo, ma la realtà e che, seppur con le miglori intenzioni, mi avevano causato dei danni.

Per questo ero diventata prevenuta, ma l’esperienza di Leela mi ha convinto a provare, ed adesso ho la conferma di tutto ciò.

Nel corso dei trattamenti, chiedo a Leela cosa succede nel mio corpo e lei, gentilemente, mi risponde. Mi spiega che il nostro corpo, conserva una sua memoria cellulare, ed è per questo, che si ricreano le contratture dopo i vari massaggi. Il Rebalancing sento che lavora a livello profondo è come se mandasse un messaggio al mio corpo, ai muscoli, alle ossa, ai nervi. Gli dice che può fidarsi del mondo e soprattutto che può fidarsi di sè stesso e della sua forza e della sua capacità di autorigenerarsi. Un colloquio che avviene silenziosamente, come se Leela, attraverso le delicate manipolazioni, accenda degli interruttori. L’imput passa dalla pelle ai muscoli, alle ossa, ai nervi, che lo trasmettono a tutto il sistema nervoso, e portano il messaggio, lì dove risiedono i ricordi. In quel cassettino, avevo messo il messaggio che dovevo stare sulla difensiva. Adesso questo biglietto, esce e si lava con nuova energia! Posso cambiare il messaggio, in uno che mi fà stare meglio, cioè che posso fidarmi del mio corpo e di ciò che sento!

La cosa che apprezzo maggiormente, è che tutto avviene in modo dolce, senza tante parole è un colloquio che arriva direttamente al mio corpo. Questo mi permette di rilassarmi davvero e trovare uno spazio, dove svuotare i cassettini della memoria, del mio corpo, serenamente.

Inoltre il più che onesto prezzo del trattamento mi fa capire, una volta di più, che per Leela questo sì è il suo lavoro, ma ha davvero a cuore le persone, anche le più chiacchierone come me!

Stella Romanelli

www.stellaterapiealternative.com

 

Relazionarsi: Che Emozione!

(Articolo di Leela pubblicato sull’Osho Times Italiano, novembre 2008)

SI’, è davvero emozionante relazionarsi, conoscere persone nuove, creare nuove amicizie, avere amici con cui divertirsi e disponibili ad ascoltarci quando siamo un po’ giù… oppure flirtare, innamorarsi… sentire la passione… è una grande eccitazione, un brivido che ci ricorda che siamo vivi! E poi ancora… entrare in intimità, capire l’altro e farsi capire, prendersi cura l’uno dell’altro, condividere se stessi, ricevere con gratitudine… sensazioni che scaldano il cuore e ci fanno sentire bene.

Ma quante persone riescono ad andare veramente in profondità nell’amicizia, quante persone riescono ad entrare veramente in intimità con l’altro, al punto da riconoscere: sono uno con te e tuttavia sono un individuo libero? In molti casi, passata l’eccitazione iniziale, relazionarsi all’altro diventa complicato: nascono le aspettative, le reazioni e le frustrazioni quando i nostri bisogni non vengono soddisfatti, ci sentiamo delusi, traditi, oppure annoiati e a volte con la voglia di scappare lontano; non c’è la consapevolezza di un vero relazionarsi, ci sono piuttosto giochi di potere e strategie che servono per mantenere la situazione in uno stabile malessere, ma meglio che essere soli.

In quest’ epoca di crisi la scoperta più inquietante è che la maggior parte della gente vive nell’isolamento emozionale, cioè nell’incapacità di sentire le proprie emozioni, di condividere il proprio stato d’animo, di essere empatici e di capire l’altro. Senza questi presupposti diventa difficile relazionarsi, poiché relazionarsi presuppone la disponibilità ad ascoltarsi, a lasciare crollare i propri schemi di difesa rendendosi vulnerabili, altrimenti non ci può essere un incontro da cuore a cuore, ma solo da ego a ego, e l’ego ha paura, è arrabbiato, soffre e distrugge.Relazionarsi è uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano, possiamo sopravvivere in solitudine, ma se vogliamo veramente vivere abbiamo bisogno di relazioni sane e positive che nutrono il nostro cuore, ci aiutano ad espanderci, ad evolverci, e a migliorare noi stessi.

Venti anni fa non era così semplice per me fare nuove conoscenze, creare nuove amicizie, entrare in intimità con qualcuno. Ero carica di tutto il mio bagaglio di condizionamenti, di quello che si deve e non si deve fare, di ciò che è morale e ciò che non lo è, avevo le mie difese, come la vergogna e la timidezza, che mi impedivano di sentirmi libera di incontrare veramente le persone.

Quando incominciai a entrare in contatto con le mie emozioni capìi che dietro alla mia timidezza c’era molta rabbia, soprattutto nei confronti della figura maschile, e tale emozione ne copriva un’altra ancora più profonda: la paura di provare dolore e umiliazione nell’essere rifiutata. L’idea di non essere accettata creava in me un forte disagio che riuscivo a contenere solo evitando le situazioni in cui dovevo mettermi in gioco: energeticamente “collassavo” di fronte ad una situazione critica, il respiro mi si spezzava e sparivo nell’angolino senza che nessuno se ne accorgesse, con non poca frustrazione.

Esprimere l’emozione della rabbia mi fu molto utile per capire che la mia energia e la mia capacità di relazionarmi erano molto più forti di quello che credevo, non avevo bisogno di coprire il mio disagio con la timidezza, e attraverso l’espressione delle emozioni potevo entrare in contatto con la mia energia vitale e con il mio potere personale; la mia autostima e la mia sicurezza crebbero e contribuirono ad attenuare la paura di riprovare il dolore e il senso di umiliazione dovuti al rifiuto, una vecchia memoria che aveva origini nella mia famiglia, lasciando il posto a più leggerezza e ad una comunicazione libera e più fluente; avevo imparato a comunicare quello che mi piaceva e quello che non mi piaceva, ad andare oltre la paura di non essere accettata per quello che sono.

 

POTERE CREATIVO: MEDITAZIONE E AUTOMOTIVAZIONE

(articolo pubblicato su Osho Times dic-gen 2013)

Il Potere Creativo è la nostra capacità di creare, è dentro ciascuno di noi, dobbiamo solamente riconoscerlo. La creatività non ha a che fare con una specifica azione, con uno specifico oggetto o con l’ ambiente circostante, certamente i fattori esterni possono influenzarla, ma il nostro Potere Creativo ci appartiene perché ha a che fare  con le nostre qualità interiori, con i nostri talenti e più in profondità, con l’amore quale sentimento intimo ed universale, che non dipende dal mondo esterno.

Quando è forte la fiducia nella nostra capacità di creare, poniamo le condizioni per ricevere ed ottenere dall’”universo” ciò che chiediamo e di cui abbiamo bisogno. L’”universo” non è un concetto astratto: è tutto quanto nel concreto ci circonda ed al quale ci rivolgiamo per ottenere mezzi e strumenti utili per realizzare ciò che vogliamo.

Quando siamo aperti a ricevere, curiosi di quello che può accadere domani, grati di ciò che abbiamo in ogni ambito della nostra vita, siamo  sulla buona strada per manifestare la nostra incredibile capacità di creare.

Viceversa,  quando pensiamo che non possiamo farcela o che gli altri ce l’hanno con noi o che la vita è ingiusta o che non siamo capaci o che siamo sfortunati, creiamo i presupposti per negarci  la possibilità di essere creativi e  di realizzare i nostri sogni . In questo modo il nostro potere creativo viene meno poiché inquinato dalla negatività: pensieri negativi generano azioni negative che producono risultati negativi.

Dare luce a visioni basate sul Potere Creativo significa realizzare attraverso il nostro amore, nuovi progetti che uscendo dal microcosmo contribuiscono a creare un mondo migliore che ha l’abbondanza come volano di rinascita dell’intera umanità. Questo è un concetto allargato che parte dalla capacità progettuale di ognuno di noi.

Da quanto detto finora emerge che è fondamentale che ci prendiamo la responsabilità per ciò che creiamo, poiché questo ci permette di cambiare quello che non ci piace e che non vogliamo più. Ogni volta che diamo a qualcun altro od alle circostanze la colpa di ciò che è accaduto, neghiamo a noi stessi la possibilità di essere artefici della nostra vita, poiché non riconosciamo che così come non abbiamo avuto la volontà di creare, abbiamo anche il potere di agire  positivamente.

Conseguentemente episodi fallimentari vanno visti come opportunità per imparare a non ripetere gli stessi errori, sono quindi momenti preziosi di crescita interiore, sempre che si  sia in grado di coglierne gli aspetti positivi.

Padroneggiare il proprio Potere Creativo è  viaggiare attraverso la Meditazione e l’Auto-Motivazione, con lo scopo di creare la propria visione e di concretizzarla nella realtà.

La meditazione  aiuta a rilassarsi nel presente, a superare stati di difficoltà emozionale, l’ansia di dover raggiungere qualcosa, e permette di capire meglio se stessi: cosa pensa la mente, cosa sente il corpo, chi sta agendo e come. L’affermazione del nostro Potere Creativo passa attraverso il riconoscimento dei pensieri e delle credenze invalidanti che abbiamo nei confronti di noi stessi e dell’ambiente che ci circonda, alla base di attitudini negative  per la nostra creatività. La meditazione aiuta anche a entrare in contatto con parti di noi più profonde e a far emergere quelle che sono le nostre qualità interiori più autentiche e la nostra capacità di creare in modo naturale e con passione, seguendo il sentire del cuore senza perdere di vista il radicamento alla madre terra.

L’auto-motivazione ci permette, cambiando i vecchi schemi comportamentali, di trovare in noi stessi tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per raggiungere i nostri obiettivi o in altre parole, per realizzare i nostri sogni, se consideriamo un obiettivo come un “sogno” con una scadenza.

L’auto-motivazione riguarda dunque la sfera dell’agire, all’interno della quale ritroviamo l’intento di muoversi verso il piacere piuttosto che verso il dolore delle esperienze passate: il corpo registra nuove sensazioni positive, che unite a nuovi schemi di pensiero e credenze potenzianti, rafforzano l’autostima e la sensazione di essere amabili.

Imparare ad auto-motivarsi è quindi fondamentale per cambiare tutti quei pensieri del passato che possono riprodursi nella nostra mente e che invalidano le nostre azioni, con nuovi schemi di pensiero che rafforzano la nostra creatività; i pensieri positivi portano a fare azioni positive che hanno conseguenze positive.

Il Potere Creativo quindi nasce dall’unione di Meditazione e Automotivazione, una tecnica femminile ed accogliente, ed una tecnica maschile ed assertiva, due aspetti, il femminile e il maschile, che ci appartengono e che uniti e bilanciati ci completano, dando vita alla creatività come espressione di amore.

Il Potere Creativo è manifestabile in ogni ambito della nostra vita, proprio perché è la nostra capacità intrinseca di creare, e più profondamente, di amare. Possiamo dunque esprimerlo nell’ambito professionale,    o per migliorare le nostre relazioni o anche per avere un maggiore benessere fisico.

Una persona che utilizza al meglio il proprio Potere Creativo, attraverso la meditazione e l’automotivazione,  è in grado di raggiungere i propri obiettivi con maggiore facilità e naturalezza e questo è un aspetto importante da considerare perché è fondamentale, nella realizzazione dei propri sogni, considerare non solo l’obiettivo da raggiungere ma anche il percorso: il viaggio è un pezzo della nostra vita, è importante che esso sia piacevole tanto quanto la mèta da raggiungere.

 

Peace Meditation: Meditazione Sociale di Veeresh

(Questa recensione è stata scritta da Leela per la rivista Renudo e pubblicata nell’anno 2003)

“Peace is in our hands” (“La pace è nelle nostre mani”) è l’ultimo CD creato da Veeresh a Humaniversity, coadiuvato da Aamod, responsabile del progetto e direttore dello studio di registrazione. E’ un insieme di brani musicali vibranti, con  testi in rap e voci che toccano il cuore e l’anima per la loro autenticità ed innocenza, e che danno forma alla Peace Meditation, una bellissima meditazione sociale che dura un’ora, fatta di significativi messaggi di pace e di amicizia, che emergono attraverso esercizi di consapevolezza e di interazione con gli altri.

Veeresh ha iniziato la creazione della Peace Meditation in seguito ai fatti dell’11 settembre 2001, chiedendosi quale poteva  essere il suo contributo per creare più pace nel mondo. La Peace Meditation non ha la pretesa di far cessare le innumerevoli guerre in atto sul nostro pianeta, ma si propone di portare più luce e consapevolezza alle persone che la praticano, facendo nascere un’attitudine positiva che possa nel tempo contrapporsi alla mentalità comune e inconscia di chi distrugge in nome della pace.

La Peace Meditation è un processo completo che ci aiuta a capire da dove nasce la guerra interiore e ci fornisce una chiave per trasformare tale guerra in amore.

Nella prima parte  mostra l’attitudine dell’essere umano a creare conflitti, aiutando a vedere la posizione arrogante e pericolosa che si assume quando si pretende di avere ragione affermando senza possibilità di dialogo che l’altro ha torto, atteggiamento di chiusura a priori che spesso abbiamo nei confronti degli altri e che semplicemente riflette il  “no” che abbiamo verso  noi stessi; poi ci porta  a prendere una posizione di rifiuto rispetto a questo “no” e a tutto ciò che in qualche modo ci distrugge, e ci aiuta a sentire quanto è forte il bisogno di pace, cioè di amore, dentro ognuno di noi; in seguito sperimentiamo  la pace come una verità e un diritto che ci appartengono e la celebriamo nel nostro modo migliore attraverso la musica e la danza; la soluzione verso la pace parte dal silenzio, dallo sperimentare l’armonia e l’unità tra le persone come il modo naturale di essere insieme e dall’invito ad esprimere tutto il nostro incredibile e magico potere creativo, fino ad arrivare alla consapevolezza collettiva che la pace è nelle nostre mani  e che comincia da noi. Come  tutte le meditazioni sociali, la Peace Meditation finisce con il saluto indiano namastè e tanti abbracci, un momento di forte connessione tra le persone, che porta a un naturale rilassamento ed apre ancora di più la strada all’amicizia. La Peace Meditation è un processo che si attualizza in un’ora di semplicissime azioni, ma che ha un impatto significativo sul sentire della gente. Il risultato è che le persone si sentono più in contatto con se stesse, più aperte e in connessione con gli altri, e acquisiscono più consapevolezza di sé.

Da dicembre 2002 a oggi la Humaniversity ha certificato nel mondo 136 Peace Ambassadors, persone istruite attraverso un training a condurre la Peace Meditation. Perché un training? La peace meditation è stata creata con lo scopo di essere diffusa  in tutto il mondo, e di rendere il messaggio in essa contenuto alla portata del maggior numero di persone possibili: meditatori, ricercatori spirituali, uomini d’affari, sportivi, studenti, bambini in strutture scolastiche, e così via…

Durante il training i partecipanti sono aiutati ad entrare più profondamente in contatto con se stessi per comprendere  i propri meccanismi interiori di guerra e pace, e sono istruiti  per condurre la meditazione nei più svariati contesti sociali, affrontando le eventuali problematiche emozionali che si possono presentare e imparando a risolverle nel momento presente.

Per saperne di più visita  www.humaniversity.com

Leela L. Zacchetti, Peace Ambassador e Humaniversity Facilitator

 

AMORE E LIBERTA’

(articolo di Leela pubblicato sull’Osho Times – ottobre 2010)

Territori Sconosciuti

Il mio primo gruppo nel mondo di Osho aveva per titolo: “Amore e Libertà”. Vi partecipai a Miasto, ed era condotto da Sudha, la famosa terapista del mondo di Osho scomparsa due anni fa. Fu un’esperienza veramente incredibile e potente per me: quel gruppo mi portò a Poona. Arrivata per caso a Miasto, quasi vent’anni fa, dopo tre mesi mi ritrovai in India, con una tale velocità che non credevo che fosse la realtà che stavo vivendo, mi sembrava di essere in un sogno. Ero pronta a fare un salto, ad addentrarmi nello sconosciuto… Era eccitante e pauroso al tempo stesso. Fu l’inizio del mio viaggio, perché per me prendere il sannyas significava proprio questo: amore e libertà. Erano queste parole che mi avevano attratto e convinto a partecipare al gruppo. Ho dei ricordi molto vaghi di quell’esperienza, ma dopo quasi vent’anni ricordo ancora la presenza potente della conduttrice, che mi affascinava e anche un po’ mi intimoriva: lei era riuscita ad instillare in me il seme di amore e libertà. Da allora ho sempre desiderato che questi due “angeli”, fossero al mio fianco, non sapevo ancora bene cosa volesse dire, ma amore e libertà erano le mie mète. Già fin dai primi anni nel mondo di Osho, avevo compreso che era importante trovare l’amore e la libertà dentro di me; continuavo a leggere e a sentire che non era necessario e utile guardare fuori di me, che avevo già tutto dentro, ma un conto era comprenderlo da un punto di vista razionale, un conto era invece sperimentarlo e fare mia questa esperienza. Quest’ultima parte si scontrava con il mio sentire interiore di allora, con i miei condizionamenti che mi portavano sempre ad aggrapparmi a qualcosa per stare bene. Mi chiedevo se aveva un senso avere amicizie, relazioni, un partner; “se è tutto dentro di me, posso stare da sola”, pensavo razionalmente, ma questa modalità non aveva risonanza con il mio sentire, allora dove stava la contraddizione?

 

Emozioni e Terapia

Più tardi cominciai a sperimentare la terapia nel mondo di Osho. Entrai profondamente in contatto con le mie emozioni, con il mio corpo, e grazie a questa esperienza potei riconnettermi con la mia fisicità, riappropriarmi della capacità di ridere, di piangere, di arrabbiarmi, emozioni che avevo sepolto per molto tempo. Quanta libertà sentivo nel ballare liberamente senza schemi, lasciando che il mio corpo si muovesse esattamente come ne aveva voglia, e quanta libertà sentivo nell’esprimere le mie emozioni, liberando il corpo da tutto ciò che non serviva, per poi sentirmi più leggera gioiosa e radicata alla madre terra: questo era amore! Una bella sensazione dentro di me, di passione, di entusiasmo, mentre la mia mente si acquietava. Il primo passo verso l’amore e la libertà fu quindi per me il contatto con il mio corpo, con il mio respiro, con le mie emozioni: sentirmi libera di esprimermi, lasciando andare i giudizi e tutte le credenze negative che avevo assorbito fino ad allora. Ho esplorato per molto tempo le mie emozioni, ogni volta e tutt’ora mi dà una forte carica energetica, tanta libertà esprimermi e posso sempre liberarmi da sensi di oppressione e di pesantezza, dalla tristezza e dalla rabbia… e sentirmi leggera!

 

“Guardarsi dentro”

Ad un certo punto tuttavia sentii l’esigenza di spostare la mia attenzione su qualcos’altro… mi chiedevo perché nonostante continuassi a esprimere le mie emozioni, dopo un po’ rientravo negli stessi meccanismi, risentivo le stesse frustrazioni, e come mai i miei comportamenti erano ripetitivi nelle relazioni e mi creavano disagio. Volevo liberarmi da queste sensazioni sgradevoli, avevo bisogno di capire cosa mi stava accadendo veramente, non mi bastava più esprimere, la libertà che mi dava l’espressione del corpo e delle emozioni era grande ma momentanea, avevo bisogno di raggiungere un grado di libertà ancora più elevato, che potesse darmi stabilità, e intuivo che potevo raggiungerla solamente se avessi compreso alla radice l’origine del mio disagio, e se fossi riuscita ad andare profondamente dentro di me. L’esperienza che feci sul bambino interiore fu veramente illuminante. Ora sapevo il perché delle mie emozioni, avevo compreso che tutto il dolore e la rabbia che provavo e anche la gioia e l’amore erano già lì da tanto tempo; avevo cominciato a rivolgere l’attenzione dentro di me, per imparare a sentire più profondamente quello che c’era e scoprire che io sono amore.

 

Meditazione

Questo mi ha dato una grande libertà interiore. Ho imparato a “contenere” le emozioni e a trasformarle, dopo aver imparato ad esprimerle in modo totale, ciò mi ha permesso di acquisire una consapevolezza del mio mondo emozionale a trecento sessanta gradi. Il passo successivo nella mia ricerca dell’amore e della libertà, è stato imparare a osservare la mente. Molto tempo prima non sarei riuscita ad affrontare questa parte nel mio cammino spirituale, poiché avevo bisogno di muovere il mio corpo e di esprimere le mie emozioni. Per molto tempo ho trovato disagevole e noioso sedermi in silenzio, il mio corpo aveva voglia di muoversi, la mia mente andava a mille e non riuscivo a sentire alcun silenzio della mente stando seduta con gli occhi chiusi, mi sentivo costretta a stare ferma era l’opposto del sentirmi libera! Ma dopo aver dato al mio corpo assoluta libertà di espressione durante la meditazione attive, un giorno finalmente mi sentii pronta per assaporare la bellezza del sedermi in silenzio senza fare nulla, e da quello spazio ho imparato a osservare accuratamente i meccanismi della mente, questa è stata un’altra svolta importante: finalmente sono io che conduco il gioco, e non la parte reattiva della mia mente, e neanche le mie emozioni inconscie.. sono responsabile per ciò che creo, non c’è nessuno a cui dare la colpa, ogni sensazione nel mio corpo proviene da un pensiero che attraversava la mia mente.

 

Qui e Ora

La meditazione mi permette di non dare attenzione ai pensieri negativi e distruttivi della mente. In questo modo le emozioni negative sono fermate all’origine. Così come ho il potere di distruggere, ho anche il potere di creare, questo è Amore e Libertà, anche sinonimi di “qui e ora” e “consapevolezza”. Libera dal passato, Libera dal desiderio di ottenere qualcosa a tutti i costi.. rimane l’accettazione di me stessa e di ciò che è. Questo mi dà una sensazione di rilassamento interiore, che proviene dal lasciare andare la lotta, il desiderio… amore e libertà mi infondono fiducia ogni giorno che tutto va bene esattamente così come è, e che ho esattamente ciò di cui ho bisogno, in ogni momento della mia vita. Nelle mie relazioni, amore e libertà significa creare relazioni amorevoli, comunicando ciò di cui ho bisogno e lasciando andare le aspettative e la pretesa che gli altri siano come io vorrei che fossero. In questo modo posso godere dell’amicizia e dell’amore che ognuno è in grado di dare, me compresa, e della bellezza che la vita mi offre in ogni momento.

 

Aum Meditation e Amicizia: Una speranza per il nostro futuro

Leela intervista Chandrika e Premdip, due dei direttori esecutivi di Humaniversity,

il Centro di Terapia e Meditazione in Olanda fondato da Veeresh,

Presidente di Humaniversity, e creatore dell’AUM MEDITATION.

Leela: Quale è l’origine dell’AUM?

Premdip: L’AUM è nata dal desiderio di Veeresh di fare un regalo a Osho dopo che Osho gli diede il compito di condurre l’AUM marathon. Inoltre Veeresh voleva creare un processo più corto dell’AUM Marathon, per tutte le persone che non potevano partecipare a un gruppo così lungo. La AUM fu completata nel 1991, quando Osho aveva già lasciato il corpo, quindi fu un regalo per i sannyasin di Osho

Leela: Durante l’AUM i partecipanti hanno la possibilità di esprimere tutte le emozioni che normalmente trattengono. Quali sono i benefici di questo processo?

Chandrika: Quando le persone non riescono a comunicare con gli altri tendono a isolarsi, e più si isolano, più viene a mancare il nutrimento che si ha dal contatto umano. Nell’ AUM i partecipanti possono aprirsi nuovamente a tutte le emozioni di base, come la rabbia, il dolore, l’amore, la gioia. E’ un modo per sperimentare le proprie emozioni e per poterle esprimere, in un ambiente protetto. La AUM non è una situazione di vita quotidiana, è uno spazio protetto in cui sperimenti te stesso. Normalmente dopo ti senti più rilassato, ed è più facile sentire te stesso e essere più autentico nella vita quotidiana.

Leela: La AUM è una meditazione sociale, significa che ci sono delle interazioni sociali tra i partecipanti. Perché le meditazioni sociali?

Chandrika: Puoi decidere di meditare da solo e diventare consapevole da solo, ma è molto più intenso farlo insieme ad altre persone. Questo perché gli altri spesso possono vederti più chiaramente di quanto tu possa vedere te stesso, e perché la maggior parte delle difficoltà nascono dall’ interazione tra te e gli altri. Gli altri a volte “schiacciano certi tuoi bottoni”, ti fanno cioè sentire quali sono le parti più sensibili del tuo carattere. Ecco perché meditare esclusivamente da solo può diventare un modo per evitare te stesso. Gli altri sono come uno specchio che ti aiuta a guardare te stesso e a diventare più ricco interiormente, puoi avere una grande varietà di contatti umani… In più, abbiamo bisogno di amicizia nel mondo.

Leela: L’AUM è uno degli strumenti principali della terapia Humaniversity, ed è usata normalmente nel programma di vita comunitaria. Quali sono i benefici dell’AUM per le persone che vivono insieme?

Chandrika: La AUM può e dovrebbe essere fatta dovunque, poiché è un processo corto ed è completo in se stesso: in particolare, quando le persone vivono e lavorano insieme, possono accadere cose spiacevoli che non vengono condivise, e di conseguenza, le emozioni vengono represse. Quando ci sono troppe cose che non vengono comunicate le persone trovano dei modi per evitare gli altri, per esempio di colpo la gente non si parla più, e questo crea complicazioni nell’interazione sociale all’interno della comune. La AUM è uno spazio per aprirsi muovendoci tutti insieme nelle emozioni, interagendo intensamente per liberarci da ciò che è stato represso tra noi, esprimendo le emozioni sia negative che positive, è un modo per dire:

“vogliamo prenderci cura delle nostre relazioni”

Leela: Ho visto persone partecipare costantemente all’AUM ed avere una profonda trasformazione: cosa succede dal punto di vista delle emozioni e del processo di crescita personale, quando incominci a meditare con l’AUM in modo totale?

Chandrika: Se fai l’AUM un po’ di volte, incominci ad andare più in profondità e ad aprirti. E’ un modo per fare un viaggio dentro te stesso, per esplorare chi sei. Con una meditazione sociale, troverai te stesso in compagnia di tanti amici.

Leela: La AUM è utilizzata alla Humaniversity nel programma di riabilitazione dalle dipendenze (da droga, alcol, cibo, farmaci e cosi via): quali sono i maggiori benefici dell’AUM per le persone che fanno parte di tale programma?

Chandrika: Quando le persone fanno uso di “sostanze” come le droghe o pillole per dormire o altro, in realtà significa che manca qualcosa: il contatto umano.Per questo motivo i tossicodipendenti ricercano un sollievo a questa mancanza.

Tutte le droghe sono un modo per uccidere il dolore o per creare emozioni di estasi; la AUM ti permette di provare emozioni di estasi in modo naturale, poiché se tu esprimi dodici differenti emozioni di base in modo totale crei molta energia, e il tuo cuore sarà nutrito attraverso la connessione con gli altri. Nel programma per le dipendenze questa è una delle cose più importanti, ed è il modo in cui lavoriamo alla Humaniversity: sostituiamo l’isolamento con il contatto umano, in modo che ciò diventi, per le persone con problemi di assuefazione, molto più importante che auto-distruggersi.

Leela: Ci sono delle controindicazioni nella partecipazione all’AUM, in generale e per le persone con problemi di dipendenza da sostanze?

Chandrika: Se una persona prende droghe è difficile guidarla, perché non si sa realmente in quale stato di coscienza si trova, per cui preferiamo che sia “pulita” prima di lavorare con lei.

Premdip: anche persone in trattamento psichiatrico e persone con handicap mentale non dovrebbero partecipare all’AUM

Chandrika: a volte partecipano all’AUM persone disabili, in questo caso adattiamo la struttura in modo tale che anche loro possano essere inseriti nella meditazione: la AUM può essere di grande nutrimento per queste persone.

Leela: Una delle parti dell’AUM è il confronto con gli altri: i partecipanti si gridano tutta la negatività che hanno bisogno di esprimere, ma ci sono persone che non vogliono insultare gli altri ed essere insultati. Puoi spiegare il significato di questa fase della meditazione?

Premdip: Credo che queste persone pensino che se non esprimono gli insulti questi insulti non esistono, così preferiscono tenerli repressi dentro se stessi; noi preferiamo pensare che se le emozioni negative vengono espresse in un ambiente protetto, esse non esisteranno più tra te e l’altro.

Chandrika: Esiste anche una incomprensione di fondo sul fatto che la negatività e il giudizio sono “male” e che “devi” essere considerevole nei confronti degli altri, ma il fatto è che o il giudizio non ti appartiene e quindi non ti resta attaccato, oppure è verità e in questo caso ti può aiutare a vedere qualcosa di te stesso. In più, se non esprimi la negatività essa ti seguirà nei tuoi sogni e influenzerà la tua vita. Vogliamo insegnare alla gente a diventare consapevole dei loro giudizi e ad esprimerli totalmente, in modo che possano liberarsi dei loro pesi.

Leela: Un’altra parte dell’AUM è l’abbraccio: Puoi spiegare perché l’abbraccio è così importante da un punto di vista terapeutico?

Chandrika: L’abbraccio non è verbale, va oltre le parole, è più profondo delle parole. Quando abbracci una persona, questa persona sente la vibrazione e il calore del tuo corpo e sente che ti stai prendendo cura di lei. Ecco perché è così guaritivo abbracciare: significa che sei lì per l’altro, e se permetti a questa comunicazione non verbale di accadere, ti riporta indietro al tempo in cui eri molto innocente e piccolo ed eri fra le braccia di tua madre; questo amore e questa cura è compresa ovunque nel mondo.

Premdip: E’ anche un bellissimo modo di dare e ricevere energia tra due persone.

Leela: Ho visto persone partecipare all’AUM e affermare successivamente che la meditazione era stata pesante per il loro corpo. Le stesse persone, dopo alcune AUM, si sentivano più leggere e positive. Puoi spiegare cosa succede nel corpo quando mediti con l’AUM?

Chandrika: E’ molto semplice, quando fai la meditazione permetti a te stesso di esprimere tante emozioni che normalmente trattieni dentro di te, e molte di queste emozioni sono memorizzate nel corpo come tensioni muscolari, così i muscoli sono contratti. Quando fai l’AUM liberi il tuo corpo da queste tensioni cosi il flusso energetico può muoversi più liberamente dentro di te. Quando fai la meditazione un po’ di volte diventi più leggero, è come se ogni volta ti liberassi di un “peso” che ti porti con te, e che ora puoi lasciare andare

Leela: Pensi che l’AUM possa essere utilizzata all’interno di istituzioni sociali, come per esempio le scuole, e quali potrebbero essere le condizioni ideali?

Premdip: Sì, la facciamo qui con i Tan-jus, il programma per i teen-agers, e loro la amano! L’AUM va molto bene per i giovani, hanno bisogno di esprimere la loro energia e sentire che possono esprimere le emozioni come la rabbia e la gioia, e al tempo stesso sentirsi connessi con gli altri. I giovani possono facilmente avere un training qui. Prima la dovrebbero fare loro stessi, e quando hanno compreso il processo, potrebbero portarla nelle scuole, magari una volta alla settimana.

Chandrika: L’educazione emozionale incomincia con l’imparare a diventare consapevoli delle emozioni che si provano, e si sviluppa imparando ad esprimere tali emozioni in modo non distruttivo. Questa educazione emozionale manca nella nostra educazione classica, e la AUM ce la fornisce. Lavoro con i teen-agers da tredici anni e vedo le meditazioni sociali come uno strumento fantastico in questo senso. Sono assolutamente convinta che sarebbe di grande beneficio portare l’AUM nelle scuole.

Leela : Esiste un gruppo di sei giorni alla Humaniversity, la “AUM Marathon”. Quale è il maggior beneficio per le persone che partecipano a questo gruppo?

Premdip: Fare la AUM Marathon sotto la guida di Veeresh che l’ha creata e che ha 28 anni di esperienza, ti porta nel fondo del tuo essere, e ti aiuta a fare dei cambiamenti fondamentali nelle parti di te in cui hai delle difficoltà. Con l’aiuto di questa meditazione fatta per molte volte, più a lungo e con così tanta profondità, finirai nell’occhio del ciclone, uno spazio di silenzio in cui il tempo si ferma. E lì, con l’amore che senti intorno a te, puoi prendere delle decisioni con molta consapevolezza

Leela: Due volte all’anno la Humaniversity offre un training per chi vuole diventare un AUM Leader. Che cosa impara la gente in questo training?

Chandrika: Il training mette i partecipanti in grado di guidare gruppi di persone nell’AUM Meditation. Prima devono fare loro l’AUM, partecipando all’AUM Marathon. In questo processo guardano se stessi da tutti gli angoli in modo molto eccitante e profondo, così possono capire come si sentono e come si relazionano. Oltre all’AUM Marathon offriamo un training speciale in cui i partecipanti imparano a presentare la meditazione, a parlare a un gruppo di persone e ricevono informazioni pratiche per prendersi cura della gente in modo che i partecipanti futuri si sentano in un ambiente protetto, per esempio ricevono informazioni di base su situazioni di emergenza. Ci sono videofeedback in modo che i futuri AUM leaders possano vedere se stessi e come evolve il loro processo. Imparano inoltre a intervistare e a valutare le persone, in modo da comprendere se i partecipanti sono lì per la giusta ragione, imparano a spiegare il processo dell’AUM, in modo che alla fine possano trovarsi con un gruppo di persone e dire “Vorrei condurvi in questo processo e mostrarvi chi potete essere!”

Leela: In Italia l’AUM meditation si è diffusa molto negli ultimi tre anni. La AUM è un modo per incontrarsi, per prendersi cura gli uni degli altri, per divertirsi insieme e per andare in profondità nell’amore e nell’amicizia. Come vedi il futuro del nostro paese da questo punto di vista?

Chandrika: Se si diffonde sempre di più, il futuro sarà brillante! Con l’AUM le persone si

appassionano nel guardare se stessi e nello scoprire quello che possono essere, e questo è di base il lavoro che facciamo qui a Humaniversity

Premdip: Gli italiani sono persone molto espressive, a cui piace relazionarsi, esprimere le emozioni e l’amore, e penso che l’AUM sia un bellissimo modo di permettere a questa energia di fluire con consapevolezza.

Leela: La via di Veeresh è la via dell’amicizia. In che modo l’AUM contribuisce a sviluppare l’amicizia nel mondo?

Premdip: Quando le persone fanno l’AUM creano delle connessioni profonde, e in modo molto naturale dopo la AUM hanno voglia di parlarsi e di incontrarsi di nuovo. Hanno qualcosa in comune, perché hanno fatto una AUM insieme, e in molti casi si sviluppano delle belle amicizie.

Chandrika: Quando hai la volontà di guardare te stesso, e questo è quello che è di fatto la AUM, sviluppi l’amore, la consapevolezza e la cura per te stesso e per gli altri in modo naturale. Penso che più le persone diventano consapevoli delle loro emozioni e di chi sono, più hanno il desiderio di diffondere la loro esperienza. L’amicizia è una conseguenza molto naturale di tutto ciò, e abbiamo bisogno di molta amicizia nel mondo, così possiamo avere la pace…

“All’intera umanità è stato insegnato ad essere positivi e a non essere negativi.

Il risultato è che l’umanità è diventata negativa.

La gente non sa cos’è la gioia.

Hanno dimenticato il vero linguaggio.

Tu parli della beatitudine, e loro semplicemente ascoltano la parola;

non hanno alcuna esperienza di ciò.

E’ stato insegnato loro ad essere sempre in beatitudine, gioiosi, e

conoscono solo la rabbia e la tristezza.

E’ stato insegnato loro a rimanere solo in una delle polarità, e non è stato permesso loro di muoversi verso l’altra polarità.

La vita esiste tra due poli.. nel movimento c’è la vita, e la vita reale implica tutt’e due.

Il cerchio deve essere completato, così la persona è in pace.

Uno dovrebbe essere capace di essere totalmente negativo e di essere totalmente positivo”.

(Osho, dal libro dell’AUM Marathon)

Osho

L’Intervista è stata pubblicata sulla rivista mensile Renudo, novembre 2003  ( www.renudo.it )

 

Chiamale se vuoi… Emozioni!

In viaggio alla ricerca dell’amore: emozioni, relazioni, intimità!

(Articolo di Leela pubblicato sull’Osho Times Italiano – dicembre 2009)

Quando parlo di relazioni, non posso prescindere dal mondo emozionale. Relazionarsi, a qualsiasi livello, implica un’emozione. Sia che mi stia relazionando con il mio partner, con un’amica, con mia madre, con un animale, con il denaro, con la natura o con la città in cui vivo, c’è sempre un’emozione. L’emozione fa parte di me. Può essere più o meno intensa, ma l’emozione esiste. Può essere piacevole o spiacevole, posso esserne consapevole oppure no, ma c’è sempre un’emozione. Le emozioni fanno parte della nostra interiorità, sono ciò che ci fanno sentire vivi, vitali, sono anche ciò che ci fanno sentire male. L’emozione più bella che provo è l’amore, intendo un senso di rilassamento e di pace nel mio cuore che mi fa sentire bene, espansa e connessa con tutti. Le emozioni spiacevoli come la rabbia e la tristezza sono difficili da accettare, se non si è in un processo di guarigione interiore. Ed è proprio per non sentire il malessere e il disagio provocato da emozioni spiacevoli, che milioni di persone congelano il proprio corpo, prendono pillole per stare bene, usano droghe, si caricano di lavoro, si circondano di beni materiali, scappano in un monastero, e molto altro. Sono tutti modi per non sentire, per non affrontare il proprio malessere interiore, perché abbiamo dimenticato che la nostra natura è amore e non dolore.

la causa principale dei problemi umani è la separazione e l’isolamento emozionale. L’amore e l’amicizia autentica sono fondamentali per la guarigione spirituale, perché certamente, possiamo crescere ed evolverci da soli, ma insieme agli altri acquisiamo molta più energia, è molto più divertente, ed è molto nutriente da un punto di vista psicologico, perchè è nella nostra natura socializzare. Se volgiamo per un attimo lo sguardo sulle comunità tribali, possiamo notare che la vita comunitaria è una costante: la vita insieme è parte della cultura e della tradizione di molti popoli; è nella nostra società consumistica e competitiva che si sono create così tante barriere; abbiamo disimparato ad agire attraverso il cuore, la mente ha preso il sopravvento, abbiamo congelato le emozioni, dimenticandoci il nostro essere umani.

Quando le emozioni sono congelate, non sentiamo più nulla, non sentiamo il dolore, la rabbia, ma non sentiamo neanche l’amore. E’ un meccanismo di difesa molto naturale che il corpo mette in atto per non risentire intensi dolori di vecchie ferite interiori. Questi meccanismi di difesa ci hanno permesso di sopravvivere e di crescere nel mondo, ma al tempo stesso ci condannano a non sentire l’amore che abbiamo dentro di noi e a non riconoscere e condividere la nostra bellezza . Quando ci relazioniamo mettendo in atto i nostri meccanismi di difesa in modo inconsapevole, continuiamo a riprodurre situazioni di chiusura, di isolamento, di distruzione, di sofferenza. Questi meccanismi si manifestano come comportamenti e attitudini che governano la nostra vita. Essi proteggono le ferite di un bambino che, nel corpo di un adulto, ha ancora tanto bisogno di essere amato e di sentire che va bene così come è. Fino a quando non riconosciamo il nostro bambino interiore ferito, non impariamo ad amarlo e a prendercene cura, non possiamo cambiare dentro, di conseguenza non possiamo cambiare il nostro modo di relazionarci agli altri, poiché gli altri sono uno specchio nel quale possiamo vedere noi stessi: quando qualcuno ci fa arrabbiare, è perché stimola la rabbia dentro di noi e più profondamente le nostre ferite: guarire le ferire interiori è quindi fondamentale per cambiare le nostre relazioni.

Ciò che ho sperimentato in tutti questi anni di lavoro su di me, è che il silenzio fa parte del viaggio alla ricerca dell’amore. Contattando lo spazio del silenzio ho compreso che esso è sempre esistito dentro di me, ma un tempo non ero in grado di riconoscerlo. Da questo spazio di amore e silenzio mi piace condividere me stessa con gli altri. L’altro per me è un completamento, non è più un bisogno. Per arrivare qui, ho viaggiato attraverso il mondo delle emozioni, imparando ad esprimerle in modo totale, a liberarmi dai pesi che mi impedivano di sentire la mia energia, la passione e la gioia di vivere, oltre ai limiti della mia mente. Ho esplorato le mie ferite interiori, i condizionamenti e le credenze negative che mi sono state passate, per scoprire che sono libera di essere me stessa e che ho il diritto di essere felice, di provare piacere, di dare e ricevere amore. Ho imparato a non confondere il sesso con l’amore, l’amore con l’innamoramento e il desiderio sessuale: questo aspetto della mia ricerca mi ha permesso di andare ancora più in profondità, di comprendere quanto avevo bisogno di intimità, e quanta manipolazione e giochi di potere possono nascondersi dietro alla sessualità; questa esplorazione mi ha aiutato a fare chiarezza sul mio modo di relazionarmi agli altri, al mondo maschile e al partner in particolare.

 

HUMANIVERSITY AUM MEDITATION: CONSAPEVOLEZZA DELLE EMOZIONI E TRASFORMAZIONE INTERIORE

(Articolo di Leela pubblicato sul “Stranamente”, rivista on-line edita da Jubal, marzo 2005)

La AUM (Awareness, Understanding, Meditation) è una tecnica di meditazione che ti aiuta ad entrare in contatto con te stesso attraverso l’espressione del corpo e l’uso della voce. Due ore e mezza in cui hai la possibilità di scaricare molte tensioni e di rilasciare molte emozioni trattenute. E’ un lavoro attraverso il quale puoi sentire di più te stesso, aprirti di più agli altri e scoprire il tuo potenziale energetico, ovvero quanta energia hai e quanta ne utilizzi nella tua vita quotidiana.

Il contesto dell’AUM Meditation non è una situazione di vita reale, è un ambiente protetto dove puoi lasciarti andare oltre il giudizio e dare spazio a tutto ciò che normalmente non esprimi, con un’unica regola che è il rispetto, per te stesso, per gli altri e per l’ambiente che ti circonda. Le tue emozioni, che per svariate ragioni sei costretto a trattenere (perchè sei al lavoro o in famiglia, perchè hai perso l’abitudine ad esprimerti o hai perso il contatto con esse, o perchè non hai mai avuto la possibilitàdi esprimerti in modo veramente totale), possono avere sfogo in modo assolutamente innocuo per gli altri. Per come si sviluppa l’AUM Meditation, puoi entrare con naturalezza in un processo di ascolto di te stesso, fino ad arrivare a contattare lo spazio del silenzio in cui sei in meditazione.

L’altro aspetto è quello sociale: L’AUM Meditation ti offre l’opportunità di aprirti o riaprirti agli altri in modo sincero, creando la possibilità di trasformare le tue relazioni, di stabilire connessioni profonde, di rendere più fluida la tua capacitàdi comunicare e di superare la barriera dell’isolamento psicologico. Meditare insieme nell’AUM è molto intenso: gli altri sono come uno specchio in cui puoi vedere riflessa una parte di te, in questo modo puoi diventare più ricco interiormente, perchè attraverso gli altri puoi scoprire velocemente tanti aspetti della tua personalità.

Le prime due fasi sono dedicate all’odio e all’amore. Odio e amore sono due facce della stessa medaglia che è l’essere umano. Molte persone negano il sentimento dell’odio, poichè hanno la credenza profonda che “non va bene arrabbiarsi”, oppure perchè non possono arrabbiarsi, perciò trattengono questa emozione nel corpo facendo finta che non esista; altre persone, incapaci di trattenersi, la sfogano nella vita quotidiana, magari in famiglia o in luoghi pubblici, danneggiando se stessi o gli altri e creando un’onda di negatività e di dolore che si propaga non senza conseguenze. L’AUM dà la possibilità di esprimere questo sentimento in un ambiente adatto e senza pericolo per le altre persone, liberando il corpo da questa emozione negativa. Quando fai la meditazione un po’ di volte diventi più leggero, è come se ogni volta ti liberassi di un “peso” che ti porti con te, e che ora puoi lasciare andare.

L’amore viene espresso nell’AUM sia verbalmente che anche attraverso l’abbraccio. L’abbraccio non è verbale, va ben oltre le parole, è più profondo delle parole. Quando abbracci un essere umano, questa persona sente la vibrazione e il calore del tuo corpo e sente che ti stai prendendo cura di lei. Abbracciare è molto trasformativo: ti aiuta ad andare oltre la paura del contatto fisico, inoltre significa che sei il per l’altro, e se permetti a questa comunicazione non verbale di accadere, essa ti riporta indietro, al tempo in cui eri molto innocente e piccolo ed eri fra le braccia di tua madre; questo amore e questa cura è compresa ovunque nel mondo.

L’AUM Meditation ti aiuta a comprendere il mondo delle tue emozioni, e a gestirle in modo non distruttivo. Inoltre l’AUM Meditation ti insegna molto sull’amicizia e l’intimità, prima ti tutto con te stesso. Queste sono qualita che tutti gli esseri umani cercano ma di cui moltissime persone hanno paura.

L’AUM Meditation è intensa, divertente e trasformativa. Partecipare all’AUM in modo totale e continuativo crea una profonda tasformazione interiore. Dopo l’odio e l’amore ci sono altre dieci fasi in cui scopri la tua energia, esprimi il tuo caos interiore, danzi, piangi, ridi, esplori la tua sessualità,senti l’unione con il tutto, entri nel silenzio della meditazione, abbracci, dai e ricevi amore, ti riappropri della tua unicità e del tuo potere personale.

Nella visione di Veeresh, che l’ha creata, l’AUM Meditation è uno strumento per la pace nel mondo.

 

Flushing: Un salto nella Luce

(Leela intervista Geetee, lo Humaniversity Therapist leader del Flushing Intensive Training alla Humaniversity, Olanda)

(Questa intervista è stata pubblicata sull’Osho Times Italiano a marzo 2006)

Il Flushing mi porta al centro di me stessa, mi aiuta a far emergere vecchi dolori rinchiusi  in qualche angolo del mio cuore per guarire le ferite che mi costringono a difendermi e mi impediscono di aprirmi all’amore che la vita mi offre. E’ come un temporale con tuoni, fulmini e tanta pioggia che spazza via tutte le nuvole e posso poi assaporare l’odore dell’aria fresca e pulita, il cielo azzurro e i colori dell’arcobaleno. Abbracciare il mio compagno di flushing mi fa sentire protetta e accolta, così posso lasciarmi andare  e ritornare bambina. Dopo il flushing mi arrivano le comprensioni sul passato, la chiarezza sulla via da seguire, mi si apre la strada verso la  trasformazione. Durante l’intensivo di ottobre alla Humaniversity, ho sentito di voler condividere questa esperienza per me unica, e ho chiesto a Geetee, che conduceva il gruppo, di aiutarmi a far conoscere questo lavoro che ha portato grandi benefici già a molte persone: così è nata questa intervista.

Leela: Il Flushing è un “processo di consapevolezza emozionale”. Puoi spiegare che cosa significa e cosa ti spinge veramente a lavorare con il Flushing?

Geetee: Il flushing è un “Processo di Consapevolazza Emozionale” perchè dà la possibilità di esprimere le emozioni e in questo modo crei spazio  per guardare cosa c’è veramente dentro di te. Ti porta ad avere intuizioni e consapevolezza sui tuoi condizionamenti, valori, schemi di pensiero e credenze. Andando attraverso questo processo insieme ad un compagno hai un supporto fisico ed emozionale che rafforza al massimo  il tuo processo di guarigione.

Amo lavorare con il Flushing perché è un modo efficace e completo per rilasciare stress ed emozioni represse che  provocano disagio ed impediscono di sentire il cuore e di essere felice, da ciò deriva  il nome “Flushing”. Questa tecnica porta immediatamente nel tempo presente e dà la possibilità di lasciare andare il passato e di guardare avanti per creare il futuro. Inoltre, aumenta la capacità di dare e ricevere amore che alla fine significa più amore per se stessi.

Leela: Arthur Janov ha sviluppato la Terapia Primal. Secondo Janov, il paziente può  liberarsi dal dolore della primal imparando a gridare nel modo giusto; anche il   “New Identity Process” (NIP) di Daniel Casriel coinvolge l’atto di gridare per sbloccare ciò che è bloccato nel corpo. Veeresh ha inventato il processo del “Flushing moderno”, che incorpora sia l’atto di gridare che il reciproco supporto. Quale era l’idea di Veeresh dietro al suo metodo di Flushing?

Getee: Veeresh ha condensato il processo del “Bonding”, che è stato creato da Casriel, e l’ha reso più efficace. Ha creato il Flushing nella posizione da seduto con un partner, così entrambe i partecipanti possono “rilasciare”allo stesso tempo. Il conduttore dà una “frase chiave”, per esempio “ho bisogno..”, che i partecipanti cominciano a gridare e continuano ad  esprimere secondo il principio della libera associazione, cioè gridano tutto ciò che affiora alla loro mente che è connesso con la frase data. Durante questo processo vi è una guarigione istantanea attraverso il contatto fisico e il senso di rassicurazione che si crea tra le  persone in quella posizione. L’esperienza del Flushing viene poi integrata attraverso una condivisione verbale tra i due partners. Per completare il processo del flushing Veeresh ha aggiunto le affermazioni positive, che vengono dette e praticate mentre ci si incontra e ci si abbraccia. Ciò fornisce ai partecipanti una nuova direzione verso cui muoversi nella loro vita.

Leela: Per poter partecipare ad una sessione di flushing è importante avere già fatto un lavoro sulle emozioni?

Geetee: Tutti possono partecipare ad una sessione di Flushing, sotto la guida di un conduttore qualificato, ma l’aver già fatto del lavoro sulle emozioni accelera il processo. Il Flushing è molto di aiuto come tecnica terapeutica perché è efficace per chiunque voglia scoprire di più di se stesso.

Leela: Prima di incominciare il flushing, viene data ai partecipanti una “frase chiave” su cui lavorare. Come agisce  questa frase sulla persona, da un punto di vista terapeutico?

Geetee: La “frase chiave” lavora come l’esca su un amo ed è utilizzata sulla base della libera associazione, che  porta a galla molte cose dal tuo inconscio. Tu lanci l’amo (cioè gridi la frase chiave) e vedi quale associazione ti porta. Quando non arriva più niente ritorni alla frase fino a quando qualcos’altro arriva a galla di nuovo. In questo modo porti più luce e consapevolezza nel tuo inconscio e incominci a creare la strada verso il tuo nutrimento interiore e la tua felicità. Sarai in grado di vedere chiaramente di te ciò che è reale e ciò che non lo è, e in questo modo diventerai più autentico.

Leela: Il Flushing è una delle tecniche che portano maggiormente in contatto con i propri bisogni e ferite profondi., e per questo motivo normalmente c’è molta cura nei confronti dei partecipanti da parte del conduttore e del suo staff. Puoi dire qualcosa sul concetto del “prendersi cura” secondo”la via” Humaniversity?

Geetee: Veeresh mi ha mostrato che prendersi cura significa avere cura di me stesso, degli altri e dell’ambiente in cui vivo, e che è importante dare ciò di cui c’è bisogno in base alle circostanze.

Nel Flushing le persone spesso regrediscono fortemente e hanno bisogno di una cura particolare. Dando loro attenzione li aiutiamo a guarire esperienze profonde del loro passato e insegniamo loro come eventualmente prendersi cura di se stessi e dei propri bisogni. Quando essi si sentono al sicuro acquistano fiducia nel processo ed il cambiamento incomincia ad accadere.

Leela: Quali sono i benefici per una persona che sperimenta il flushing con continuità, per esempio attraverso un ciclo di sessioni?

Geetee: Il Flushing lavora come pelare una cipolla strato dopo strato. La cipolla rappresenta i tuoi blocchi e strati emozionali. Se pratichi il Flushing ripetutamente sfondi questi strati e avrai sempre più chiarezza riguardo a chi sei e a cosa è importante per te, e lavorando sull’inconscio bypassi la tua mente e puoi entrare in uno stato di “non mente”. Il Flushing crea attitudini positive e una direzione positiva nella tua vita, più salute e vitalità nel tuo corpo e molto, molto di più.

Leela: Che tipo di esperienza occore avere per poter condurre una sessione di Flushing?

Geetee: Abbiamo incominciato a formare conduttori di Flushing fuori dalla Humaniversity per poter diffondere questa tecnica e renderla più accessibile a tutti. Queste persone hanno già concluso il nostro Training per Terapisti che dura quattro anni, e sperimentato molte sessioni di Flushing. Anche chi ha la qualifica di Humaniversity Master e Doctor, è qualificato per condurre sessioni di Flushing. Alla Humaniversty utilizziamo il  Flushing nei nostri programmi residenziali quasi su base giornaliera. Io personalmente conduco workshops di Flushing da molti anni e li ho portati in molti paesi nel mondo.Alla Humaniversity ne offriamo due all’anno, uno dei quali è il “Flushing Intensive” di oltre tre giorni.

Leela: Che consiglio daresti alle persone interessate a sperimentare il flushing, per aiutarle nel loro “processo di consapevolezza emozionale?”

Geetee: Per me qualunque tipo di terapia ha bisogno di includere il divertimento, altrimenti diventa asciutta e pesante. Il Flushing è un processo molto eccitante. Occorre che tu sia curioso di scoprire te stesso, anche le parti negative di te. Questo ti darà un senso di “interezza”. Se esprimi qualunque emozione in modo totale alla fine ti senti bene, quindi non rimanere attaccato alla paura, alla rabbia o al dolore, abbi il coraggio di continuare a muoverti verso l’amore e il tuo “sì” alla vita, vai verso la luce! Identificati con un bell’essere umano! Questo è il motivo per cui sei qui in questa vita.